Math Drinker – Interviste – The Pier

The Pier
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Enfants prodiges del math rock tricolore, dell’esordio omonimo dei giovanissimi The Pier, uscito per Faro Records, ne avevamo parlato in sede di recensione. Ora, abbiamo scambiato una chiacchierata con loro per scoprire cosa c’è dietro il loro progetto.

The Pier - ST
The Pier – ST

Ciao ragazzi, benvenuti su Unpure. Una delle cose che salta agli occhi quando si parla dei The Pier è il rapporto tra la vostra giovane età e una maturità tecnica e compositiva di tutto rispetto. Ecco, come avete affrontato i primi passi nel mondo della musica e come è cresciuta la vostra esperienza di musicisti?
Danilo:  Ciao ragazzi . Tutti e tre abbiamo iniziato a studiare musica sin da piccoli. Io e Gabriele pianoforte all’età di 4 anni e Davide batteria all’età di 11 anni.
Successivamente, verso il periodo della scuola media, sia io che Gabriele iniziamo a suonare il basso elettrico e dopo poco anche la chitarra elettrica
Ognuno di noi è attualmente autodidatta ed ha affinato  le proprie capacità suonando  in questo gruppo ma anche in altri progetti paralleli.

Quando e come, invece, vede la luce il progetto The Pier?
Davide: Nel 2011, con l’inizio delle  superiori, io e Gabriele si sono incontrati nello stesso liceo e hanno deciso di formare il gruppo che è originariamente nato come un duo di basso e batteria successivamente si è aggiunto Danilo alla chitarra.

Passiamo al nome della band, The Pier. Cosa significa?
Gabriele: Pier significa molo. Io e Davide dovevamo fare il nostro primo concerto e ci serviva un nome per poterci esibire. In quel periodo eravamo soliti frequentare spesso il molo della nostra città. Per curiosità cercammo la traduzione in inglese di molo e cosi scegliemmo il nostro nome.

Dietro il collage dell’artwork c’è qualche significato o una storia particolare?
Gabriele: In realtà no. Ci piaceva l’idea del canestro in copertina. Non riuscendo a reperire pero foto che ci soddisfacessero a pieno ho deciso di realizzare il collage aggiungendo elementi grafici e creando una composizione geometrica, limitando la scelta dei colori al verde al bianco e al nero.

L’album è stato pubblicato dall’etichetta pugliese Faro Records. Come è nata questa collaborazione?
Danilo: Conoscemmo Gigi, fondatore dell’etichetta, al Medimex di Bari nel 2013 e successivamente lo rincontrammo a un nostro concerto a Bisceglie, dopo un po’ di tempo ci chiese di entrare a far parte del roster di Faro.

Vi siete trasferiti da Molfetta a Roma. Per quello che avete visto, musicalmente parlando, quali sono i pro e i contro di queste due realtà geografiche così diverse tra loro?
Davide: Di solito si pensa sempre che la provincia rispetto alle  grandi città sia un mortorio dal punto di vista musicale. In realtà ci sentiamo sicuri nell’affermare che la provincia pugliese contiene realtà di tutto rispetto sia parlando di locali che di band quindi siamo soddisfatti di entrambe le città

L’album ha già avuto il suo release party, ma come vi muoverete adesso per quanto riguarda la promozione dal vivo?
Danilo: Per quanto riguarda la promozione dal vivo ce la stiamo vedendo praticamente da soli con l’aiuto di Mario Bruni di Pizza Drive booking.

Entriamo nel vivo della vostra musica, che si caratterizza per una sorprendente fusione tra math rock e post rock. Come lavorate in fase compositiva e come sviluppate le linee vocali?
Gabriele: Allora la composizione dei pezzi funziona cosi: io strutturo la canzone componendo i vari riff e passaggi su chitarra o su basso . In sala prova Davide e Danilo trovano le loro rispettive  parti. Le linee vocali sono sempre l’ultimo elemento ad essere aggiunto  solitamente se ne occupa Danilo.

Il mio pezzo preferito è Everyday Gets Worse, qual è, invece, per voi il brano di cui siete più orgogliosi?
Danilo: Exit Flowers.
Davide :Per me e Gabriele, This Could Be the Right Place che sarà contenuto nel nostro terzo disco (siamo seri).

Che gruppi ascoltano i The Pier e con chi vi piacerebbe condividere il palco?
Gabriele: Ascoltiamo un sacco di roba diversa che spesso e volentieri non c’entra niente con quello che suoniamo. Ultimamente sto ascoltando parecchio gli Animal Collective, Kendrick Lamar e Rkomi.
Davide: Io Dan Deacon, Francis Beby e Steve Reich.
Danilo: Io Sampha, Andy Shauf, Laraji.
Davide: Ci piacerebbe un sacco condividere il palco con Giovanni Truppi,This Town Needs Guns, Delta Sleep.

Noi abbiamo finito, grazie per averci risposto. Potete chiudere come volete.
Tutti: Pasta al Fuego?!

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