Neil – Black Flowers

Seahorse Recordings, 2016

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Il 16 dicembre esce l’album Black Flowers di Neil Lucchetta. Da oggi Seahorse Recordings avrà un nuovo prodotto di cui vantarsi. Neil è un cantautore che predilige la lingua inglese per la stesura dei suoi brani, già all’età di 14 anni attuava un’intensa introspezione scrivendo testi musicali, rigorosamente in inglese. La sua esperienza in una band non durerà più di tanto, poichè dopo aver inciso un Demo e un album con gli Hope Leaves, gruppo da lui fondato nel 2004, si dedica definitivamente alla carriera da solista. Nel 2013 dà vita così al predecessore di Black Flowers, Apart, nonchè album di debutto, appoggiandosi alla Garage Records. Successivamente ecco arrivare la cosiddetta illuminazione per un nuovo album, Black Flowers, questa volta per la Seahorse Recordings, coinvolgendo degli amici, Ake al basso e Andrea alla batteria, dando vita al lavoro del quale parleremo oggi.

L’album si potrebbe definire pop rock e basta, ma c’è molto di più. Sfumature folk messe in risalto dalla chitarra acustica di Neil, un pizzico di post rock per via di qualche atmosfera cupa e poi qualche accento hard rock che possiamo notare in qualche ritornello, dove basso e batteria martellano come si deve.
Iniziamo subito con Spleen, traccia che apre quest’album. Batteria sincopata e chitarra che accompagna il tutto con accordi aperti, fino ad esplodere nel ritornello e successivamente nel bridge, mettendo in risalto le sfumature hard rock. Blank Sheet invece, che sarà il singolo estratto che andrà in rotazione, ricorda vagamente il rock acustico degli Staind, un gran bel brano che trasmette parecchia energia, anche se il testo riguarda un’esperienza puramente personale dell’autore che parla appunto di un “foglio vuoto”. Clown è una delle tracce che si avvicina di più al post rock/new wave di ultima generazione. Pezzo quasi monotono, ma brillante e vivace dal punto di vista musicale. Awaiting sospende l’autore, che per l’appunto si ritrova “in attesa” di un qualcosa. Arpeggio di chitarra molto folk, mezza luna e testo straziante, come dimostra anche il tono vocale di Neil. Spleen II è la traccia che chiude Black Flowers, un pop rock non scontato, bel giro di basso che tiene le redini del brano, e dulcis in fundo, ad arricchire il brano, con genialità aggiungerei, ci pensa un’armonica. In conclusione direi che Paolo Messere (Blessed Child Opera) si è ritrovato a produrre un capolavoro davvero originale. Black Flowers merita sicuramente di essere ascoltato e apprezzato per ogni sua sfumatura e per ogni suo difetto, ammesso che ne troviate qualcuno! Unpure approva.

Voto: 8.5

copertina-black-flowers

Tracklist

1) Spleen
2) Blank Sheet
3) My Tired Heart
4) Chains
5) Promise
6) Clown
7) The Meaning Fades
8) Not a Love Song
9) Moth
10) Awaiting
11) Spleen II

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